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Topland sms trappola disattivare abbonamento

Topland o altri abbonamenti proposti con numeri tipo questo “800442299” stanno diventando sempre piu frequenti.

Tanti utenti cercano in rete come liberarsene.

Prima di tutto capiamo come lo abbiamo ricevuto e poi vediamo come evitare di riattivarli.

La maggior parte vengono associati al proprio numero di riferimento dopo aver selezionato un banner pubblicitario, risposto a qualche quiz social.

Il problema è che non si attivano quasi mai in maniera consapevole.

Dobbiamo chiamare il nostro operatore telefonico e i seguenti sono i principali: 190 per Vodafone, 119 per TIM, 133 per Tre Italia ed infine 155 per Wind.

In alternativa o meglio ancora come ulteriore verifica, sarà bene pure consultare la piattaforma del consorzio MobilePay.

Potete andare all’indirizzo selfcare.mobilepay.it per richiedere proprio la disattivazione dei servizi a pagamento.

Potete andare all’indirizzo selfcare.mobilepay.it per richiedere proprio la disattivazione dei servizi a pagamento.

MobilePay di SelfCare è una piattaforma di pagamento realizzata in collaborazione con alcune compagnie telefoniche che permette di effettuare pagamenti in modo semplice e veloce direttamente da smartphone, tablet e pc.

Il grande vantaggio di questa applicazione è quello di poter acquistare prodotti online anche senza conto corrente e carta di credito.

I costi di acquisto vengono infatti addebitati direttamente sul credito telefonico (in caso di piani tariffari ricaricabili) o sul conto telefonico (in caso di piani tariffari in abbonamento) chiaramente del nostro cellulare.

In ogni caso è sempre meglio avere una ricaricabile dove fare esperimenti. Se si ha un abbonamento meglio non cliccare banner o fare mosse azzardate rispondendo a strani quiz che promettono soldi e restituiscono truffe.

Quindi se abbiamo intenzione di disattivarla, attenzione che non riceverete più sms di paypal, della vostra banca e da molti altri gestori attendibili e anche utili.

Potete leggere anche questo articolo

Ricordatevi che se volete una verifica del vostro cellulare potete recarvi presso il nostro laboratorio di Garbagnate Milanese in Via Mafalda 7.

Un nostro tecnico vi consiglierà come fare per avere sempre il telefono in piena efficienza.

Mackeeper, malware per apple ?

Mackeeper malware sembra che da qualche mese sia sempre più presente su computer di casa Apple con sistema operativo Mac.

Innanzi tutto parliamo di un software, quindi in qualche modo lo abbiamo installato noi. Secondo, in molti lo usano per inserire nel nostro computer altri software molto più dannosi e invasivi. Dopotutto questo malware non fa granché oltre a farci visitare pagine che abitualmente non cercheremmo.

Disinstalliamo il nostro Mackeeper malware con la solita procedura, poi apriamo il “Finder”, componiamo la combinazione di tasti: “CMD + SHIFT + G”. Scriviamo “application support”. Così arriveremo immediatamente nella cartella di sistema.: Application Support

Cerchiamo Mackeeper malware tra le cartelle. Individuato, eliminiamolo 

Sembra che ultimamente sia davvero incalzante la pubblicità di questo malware che sembra faccia miracoli con safari ma in realtà l’unico miracolo è che appaiono pagine web mai richieste dagli utenti.

Sembra che ormai sia indifferente il sistema operativo usato e la famosa idea che con i mac non si prendono virus stà inesorabilmente tramontando

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Il taxi volante senza pilota

IL TAXI VOLANTE SENZA PILOTA DI BOEING HA COMPLETATO IL SUO PRIMO VOLO!

Signore e signori, ci stiamo avvicinando all’era dei taxi volanti. Infatti, dopo Vertical Aerospace, anche il velivolo di questo tipo di Boeing è riuscito a portare a termine con successo il suo primo volo.

In particolare, stando anche a quanto riportato dai colleghi di Engadget e Bloomberg, il volo di prova del VTOL elettrico autonomo ha superato correttamente le fasi di decollo, volo e atterraggio.

Si tratta di un grande passo in avanti, se pensiamo che il progetto di Boeing è iniziato solamente poco più di un anno fa.

Una volta terminato, il VTOL dovrebbe dare vita, perlomeno nei piani della società, alla “mobilità aerea urbana“, c

he consiste nel trasporto dei passeggeri nei luoghi dove passare via terra sarebbe lento o poco pratico (con un raggio di circa 80 km).

Il propulsore elettrico non è pensato solamente per avere il minor impatto possibile sull’ambiente, ma anche per rendere il velivolo abbastanza silenzioso da funzionare senza dare fastidio alle persone a terra.

Boeing vuole anche costruire un VTOL in grado di trasportare merci fino a circa 225 kg ed è pronta a effettuare svariati test già nel corso del 2019. 

se sei interessato all’articolo e vuoi saperne qualcosa di piu’, leggi qui.

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Windows 10: microsoft ci da delle news

Windows 10 potra’ eseguire tutte le app di windows 7, o meglio… quasi tutte.
Con il nuovo anno sono iniziati anche gli ultimi 12 mesi di supporto a Windows 7, trascorsi i quali Microsoft non rilascerà più alcun aggiornamento per l’ormai anziano sistema operativo.

Già ora nel quartier generale di Redmond stanno tutti a dita incrociate sperando che gli ultimi utenti renitenti – e soprattutto le aziende,

che per buoni motivi in questo campo sono sempre le grandi ritardatarie – si decidano ad effettuare nel corso di quest’anno la transizione a Windows 10.

I dirigenti di Microsoft sanno però anche che gli utenti temono due cose soprattutto: che i loro Pc, una volta fatto l’aggiornamento,

non funzionino più; oppure che i Pc magari funzionino, ma le app smettano di essere utilizzabili.

È nato così già qualche tempo fa il programma Desktop App Assure, di recente protagonista di un rassicurante post nel blog Microsoft 365.

In esso l’autore – Brad Anderson, vicepresidente di Microsoft – spiega che il team di Desktop App Assure ha analizzato 41.000 applicazioni,

di cui 7.000 sono state indicate dagli utenti come possibili fonti di preoccupazione per questioni legati alla compatibilità con Windows 10.

Ebbene, di queste 7.000 – spiega ancora Anderson – soltanto 49 hanno davvero presentato qualche problema serio,

che ha richiesto un intervento prima che l’app prendesse a funzionare anche con Windows 10.

In altre parole: Microsoft si sente di poter rassicurare gli utenti affermando che praticamente tutte le appoggi usate sotto Windows 7

(tranne una minuscola percentuale, insignificante per tutti meno che per gli utenti che adoperano quelle app)

saranno ancora perfettamente funzionanti anche domani sotto Windows 10.

Microsoft non ha indicato quali siano state le 49 applicazioni problematiche, ma ha aperto le porte del programma Desktop App Assure a tutti:

chi vuole valutare le proprie possibilità di incorrere in difficoltà al momento del grande passaggio,

prima di essere costretto ad aggiornare il sistema operativo, può chiedere di partecipare tramite l’apposita paginadel sito ufficiale.

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Google chrome: news su ad-blocker

Google Chrome: ad-blocker inutilizzabili a causa di modifiche al funzionamento delle estensioni?

ci sono potenziali brutte notizie per voi, perché presto queste estensioni potrebbero perdere gran parte della propria efficacia

Stando infatti ad un documento Google ancora in fase di bozza ma già accessibile pubblicamente,

gli sviluppatori sarebbero intenzionati ad apportare alcune modifiche alle API della piattaforma delle estensioni,

che sostanzialmente non consentirebbero più agli ad-blocker di essere efficaci.

Gli sviluppatori Google vorrebbero infatti sostituire le API webRequest, attualmente utilizzate da molti ad-blocker,

con altre librerie chiamate declarativeNetRequest, o quantomeno limitare fortemente le funzioni delle prime, affiancandole alle nuove.

Perché? Perché webRequest consente ai plugin non solo di bloccare le pubblicità sulle pagine web visitate ma anche di modificare o reindirizzare le richieste di rete,

dando così all’utente maggior controllo sui contenuti che preferisce ricevere. 

Le API declarativeNetRequest viceversa trasferirebbero a Chrome queste capacità, secondo gli sviluppatori al fine di velocizzare il caricamento delle pagine e

“garantire un maggior livello di privacy agli utenti, impedendo ai plugin di leggere le richieste di rete effettuate sulla base del comportamento e degli interessi degli utenti stessi”.

Insomma un modo elegante per dire che Google sta cercando di avere più controllo sulle inserzioni pubblicitarie, togliendolo agli utenti e impedendo che molte di esse siano bloccate come avviene attualmente.

“Le estensioni agiscono per conto degli utenti, dando loro maggiori possibilità di controllo.

Limitare le funzioni delle API webRequest API diminuirà questa capacità di controllo, a tutto vantaggio dei siti Web che ovviamente sarebbero felici di avere l’ultima parola su cosa debba essere visualizzato”

ha spiegato a The Register Raymond Hill, sviluppatore proprio di uBlock Origin e uMatrix.‎

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Come cambiare i temi in odoo

Ci chiedono in tanti come cambiare i temi in odoo 11 e 12

ricordiamo che possiamo cambiare i temi del nostro erp semplicemente attivando l’app Website Theme Install .

t-if
t-if

Basta cercarla nella casella cerca in alto a sinistra della schermata app. Ricordiamoci di togliere tutti i filtri altrimenti non la vederemo.

dopo aver copiato il tema nella cartella dei plugin e aver aggiornato la lista delle app potremo installare il nostro tema.

Ricordiamoci anche di riavviare il server che ospita odoo per consentire all’applicativo di digerire in modo corretto tutte le modifiche fatte dal tema.

leggi anche questo articolo sempre su odoo

odoo lo potete trovare a questo link

Fatturazione elettronica

fatturazione elettronica

fatturazione elettronica: agenzia delle entrate risponde alle domande dei commercialisti.
Martedì 15 gennaio il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha organizzato un evento presso la sua sede romana per fare un primo bilancio sulla fattura elettronica a due settimane dal debutto, un botta e risposta tra i consiglieri del CNDCEC e i rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate ha anticipato i chiarimenti che il documento riporta in maniera puntuale.

Il documento La fatturazione elettronica tra privati – Le risposte dell’Agenzia delle Entrate ai quesiti posti dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti,

elaborato dal CNDCEC sulla base delle risposte ricevute dall’Agenzia delle Entrate e pubblicato il 17 gennaio,

può fungere da bussola per orientarsi in questo periodo di transizione ma anche per approfondire alcuni casi particolari che prende in esame.

Le informazioni sono organizzate per macroaree: per ognuno si approfondiscono diversi aspetti specifici e si chiariscono i dubbi sollevati dai commercialisti.

Nelle 20 pagine i contenuti sono organizzati in nove punti:

  • contenuto;
  • emissione e ricezione;
  • conservazione;
  • QR code;
  • obblighi invio dati per dichiarazione precompilata;
  • spese per carburanti;
  • rapporti con l’estero;
  • portale Fatture e corrispettivi;
  • deleghe.

Fattura elettronica: i dubbi e le risposte a 15 giorni dal debutto

Nel vademecum per la fattura elettronica tra privati trovano risposta una serie di quesiti,

 su cui ci si è interrogati anche nel periodo che ha preceduto l’introduzione delle obbligo.

Il primo dubbio in termini cronologici, ad esempio, riguarda le fatture attive datate dicembre 2018, ma inviate al cliente tramite posta ordinaria o pec nei primi giorni del 2019.

L’Agenzia chiarisce che in questi casi possono essere analogiche. Se il cessionario/committente riceve la fattura nel gennaio 2019

potrà esercitare la detrazione nella liquidazione di gennaio 2019.

Altri quesiti, invece, guardano lontano: all’Agenzia dell’Entrate infatti viene data l’occasione per chiarire che, 

per un soggetto che chiude la partita IVA, la conservazione elettronica è assicurata per 15 anni.

Altre domande ancora riguardano la natura degli attori coinvolti nel ciclo attivo e passivo della fatturazione elettronica.

Si chiarisce ad esempio che le ONLUS, che hanno solo il codice fiscale per poter ricevere le fatture passive dai fornitori e non hanno Partita IVA,

non possono registrare il loro indirizzo telematico sul portale Fatture e Corrispettivi 

ma potranno ricevere le fatture elettroniche comunicando una pec o un codice destinatario.

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Sbloccare Backup itunes protetto

Sbloccare Backup itunes protetto da Password, fatto

Sul sito della Apple si legge chiaramente come impostare una password per i backup iTunes:

Per eseguire la crittografia di un backup in iTunes per la prima volta, devi attivare l’opzione protetta da password Codifica backup.

Dopo aver attivato l’opzione, iTunes eseguirà sempre la crittografia automatica dei backup per quel dispositivo.
Ma sempre sullo stesso sito viene aggiunto quanto segue:

Se perdi o dimentichi la password, non sarà più possibile recuperare le informazioni o disattivare Codifica backup.
Ma sarà vero?

Se abbiamo perso o dimenticato la password del backup iTunes dobbiamo dire addio ai nostri dati del backup?

Non è ancora il momento di disperare! Qui di seguito infatti segnaliamo i migliori 2 programmi in grado di andare a recuperare la password facendo una ricerca massiva e minuziosa in modalità “Brute-Force Attack” cioè provando tutte le combinazioni possibili.

Questa modalità di ricerca password può impegnare qualche ora ma anche giorni, tutto dipende dalla complessità della password del backup iTunes che è stato impostato.

Se visualizzi la schermata Collega a iTunes sull‘iPhone, sull‘iPad o sull‘iPod touch

In caso dovessi visualizzare la schermata Collega a iTunes sull’iPhone, riavvia il dispositivo:

  • Su iPhone 6s e versioni precedenti, iPad o iPod touch: tieni premuti contemporaneamente i tasti Standby/Riattiva e Home per almeno dieci secondi, finché non visualizzi il logo Apple.
  • Su iPhone 7 o iPhone 7 Plus: tieni premuti contemporaneamente i tasti Standby/Riattiva e quello per abbassare il volume per almeno dieci secondi, finché non visualizzi il logo Apple.
 

Se dopo il riavvio la schermata Collega a iTunes è ancora visualizzata, dovrai reinstallare iOS:

  1. Assicurati di utilizzare la versione più recente di iTunes.
  2. Collega il dispositivo al computer usando il cavo in dotazione. Dovresti visualizzare questo messaggio: “Si è verificato un problema con iPhone [nome del tuo dispositivo] per cui occorre aggiornare o ripristinare il dispositivo”.
  3. Fai clic su Aggiorna (non su Ripristina) per reinstallare iOS e mantenere i dati personali.

Assicurati che il tuo dispositivo, Apple ed iTunes siano in grado di comunicare

Se viene visualizzato l’errore 1671, iTunes sta scaricando il software necessario. Attendi il termine del download e riprova. Per conoscere la durata del download, fai clic sulla freccia verso il basso nell’angolo in alto a destra di iTunes.

Se viene visualizzato uno dei seguenti errori, il computer potrebbe non essere in grado di connettersi ai server Apple oppure al tuo iPhone, iPad o iPod touch:

  • 17, 1638, 3014, 3194, 3000, 3002, 3004, 3013, 3014, 3015, 3194, 3200
  • “Si è verificato un problema scaricando il software”.
  • “Il dispositivo non è idoneo per la build richiesta”.

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Ram dump error su telefoni Android

ram dump error

Ram dump error:

 

DBI Err Fatal!
DemiGod Crash Handler : DBI Err Fatal!

Board Rev.:1.0
Ram dump mode.
Option : SD card ram dump mode.
Push below files to sdcard before test.
rdcookie.txt, rtcookie.txt

Please do folliwing action.
1) Ram dump Mode. Please connect USB.
2) Get the ram dump image using QPST Configuration.
3) If sdcard ram dump enabled just wait for reboot.
4) Collect ramdump files from your pc or sdcard.
5) Send e-mail to W5-BSP-Global@lge.com

Rename the file to only aboot.bin!

Need to be done in CMD!

How to install:

Recommended Method:

(In PC only, Aboot needs to be in Internal Storage on L70)

adb shell
su
dd if=/sdcard/aboot.bin of=/dev/block/platform/msm_sdcc.1/by-name/aboot
reboot!

Fastboot Method:

Reboot into fastboot.
Get aboot
do fastboot flash aboot aboot.bin
reboot!

Enjoy aboot!

How to help:

Upload your own aboot! Any variant is wanted from any rom.

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